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HONDURAS, Strumenti di Viaggio

Come viaggiare tra Honduras e Europa e Nord America in aereo.

Sembra un paradosso, ma effettivamente una destinazione esotica, tanto piu’ e’ appetibile, quanto piu’ quasi impossibile da raggiungere. Mi ricordo che quando sono arrivata in Honduras c’era un charter che viaggiava ogni settiimana da Milano Malpensa facendo uno scalo tecnico solamente (a Cuba o in Messico). Roatan era una destinazione popolare e facilmente vendibile perche’ c’era il villaggio Henry Morgan che era venduto prima dal Tour Operator Grandi Viaggi e poi da Alpitour con il Bravo Club.

Da ormai 10 anni e piu’ invece, il famoso charter da Maplensa e’ un po’ come una chimera….prima si vendeva solamente stagionalmente (da Dicembre ad Aprile), e poi con il passare del tempo, e’ scomparso, rendendo difficili i collegamenti diretti tra Europa e Honduras. Considerando poi che i prezzi dei voli di linea (con scalo negli Stati uniti per la maggior parte) sono veramente folli, l’afflusso di turismo dall’Europa e’ calato notevolmente.

Ma non e’ del tutto impossibile viaggiare tra Honduras e Europa e vice versa, basta solamente prepararsi a fare 1 o 2 scali.

white airliner wing on top of sea clouds
Photo by C. Cagnin on Pexels.com

A continuazione vi mostro le opzioni che trovo piu’ comode e anche per quelle persone che sono un po’ restie a fare uno scalo negli Stati Uniti (o non possono per questione di visto). L’ordine delle opzioni che vi do’ non e’ in ragione al prezzo, ma alla durata/comodita’.

Sarete voi a scegliere in base alle vostre esigenze, durata della vacanza o budget, quella che piu’ fa al caso vostro. Vi ricordo che sono diventata direi esperta nella ricerca della soluzione migliore per i miei clienti, diciamo che e’ il mio pane quotidiano….e se volete un aiuto e se non avete tempo e voglia di perdervi nella rete Internet….sapete dove trovarmi.

VOLO PIU’ VELOCE (SENZA DOVER PASSARE NOTTI IN HOTEL DURANTE GLI SCALI)

  • Considerando che la piu’ importante “porta di ingresso” in Europa dall’America Centrale e’ Madrid, da dove si possono prendere coincidenze per le maggiori capitali europee, il miglior volo al gorno d’oggi e’ quello di AIR EUROPA che collega San Pedro Sula (SAP) a Madrid (MAD) diretto. Originariamente ogni Giovedi’, ora visto il successo ottenuto dalla tratta, abbiamo la possibilita’ di partire anche il Martedi’. Se la vostra destinazione finale o origine non e’ San Pedro Sula, ma per esempio Roatan, ci sono collegamenti comodi con voli domestici con AEROLINEA SOSA o CM AIRLINES che partono ogni giorno. Considerate che da Madrid il volo parte molto presto (1.35 am), quindi se viaggiate dall’italia, dovrete partire il Mercoledi’ o il Lunedi’ per poter prendere la coincidenza. Prezzo del volo: 900-1200 Euro (in Economy con il bagaglio incluso in stiva di 23kg). 

VOLO PIU’ ECONOMICO (CON OVERNIGHT NEGLI STATI UNITI)

  • Se non vi preoccupa o vi scomoda la possibilita’ di dover passare una notte in hotel durante il viaggio (normalmente viaggiando dall’Europa verso Honduras), la soluzione piu’ economica e’ decisamente quella che vi fa passare dagli Stati Uniti. Ci sono voli diretti a Roatan nel fine settimana (sabato o domenica) tutto l’anno con UNITED da Houston, AMERICAN AIRLINES da Miami e Dallas e DELTA da Atlanta). Prezzo del volo: 700-1000 Euro
  • Ancora piu’ economico e’ la scelta della soluzione di aggiungere uno scalo in piu’ e volare su San Pedro Sula e poi successivamente Roatan con uno dei voli interni. Si riuscirebbero a salvare alnche fino a 400 Euro sul biglietto scegliendo questa soluzione con AMERICAN AIRLINES da Miami diretto, o ancora meglio SPIRIT (Low Cost) da Fort Lauderdale diretto. Prezzo del volo 600-800 Euro (includendo anche il segmento interno).
  • Vi ricordo che per viaggiare negli Stati Uniti (anche in solo transito), c’e’ bisogno di un visto (ESTA per gli europei o visto approvato dall’ambasciata americana per gli hondureñi, centro americani o per i cittadini di quei paesi che non rientrano nel Visa Waiver Program).
Vista dal mio finestrino dall’aereo da Miami avvicinandosi all’aeroporto internazionale di Roatan.

ALTRE SOLUZIONI:

  • Se l’Honduras e’ solo una meta di passaggio in un viaggio piu’ lungo in Centro America, vi consiglio allora di guardare anche in fase di pianificazione del viaggio, la possibilita’ di volare da e su altri aeroporti centroamericani che spesso e volentieri sono piu’ popolari e con piu’ voli settimanali o diari, con il conseguente abbassamento dei prezzi. Tra questi vi segnalo San Salvador (SAL) e  Panama (PTY). Questi sono i centri nevralgici per i collegamenti intercontinentali. Come porta d’ingresso in Europa scegliere le rotte per Madrid o Amsterdam con connessione alle maggiori capitali. le compagnie aeree di riferimento in questo caso: Iberia (Madrid), KLM (Amsterdam) per nominarne alcune.
  • Recentemente sono state aperte nuove tratte dal Canada (Toronto e Motreal), con charter di Air Transat e Sunwing diretti che hanno prezzi davvero vantaggiosi. Purtroppo che anche in questo caso i charter sono stagionali e non sempre disponibili (soprattutto per chi parte senza pacchetto gia’ precostituito). Recentemente WestJet da Toronto, sempre dal Canada, comincera’ il prossimo 15 Dicembre il suo servizio stagionale con un diretto sull’Isola di Roatan. Conveniente sicuramente, ma un poco scomodo per chi non parte dal Canada o sceglie questo Stato come fermata durante il viaggio.

CONSIDERAZIONI:

Finche’ non ci sono piu’ compagnie che operano sull’Honduras e direttamente su Roatan, purtroppo rotte e prezzi saranno sempre complicate e i prezzi poco competitivi. Quello che mi dispiace di piu’ e’ che gli Europei (e italiani soprattutto), sono stati un po’ tagliati fuori dall’ipotesi di raggiungere l’Honduras e godere di queste meravigliose terre e paesaggi. Non tutti sono disposti a pagare cifre esorbitanti, e rimane piu’ facile dirottare su destinazioni caraibiche di gran lunga piu’ convenienti. Chi li puo’ biasimare. Continuiamo a sperare anno dopo anno nel charter di nuovo, se potesse anche solamente Air Europa viaggiare diretto da Madrid a Roatan senza passare dalla “terra ferma”, sarebbe un buon inizio. Cercare di capire le ragioni politiche, strategiche e infrastrutturali….e’ davvero una lotta contro i mulini a vento, per questo non mi resta altro che aspettare. E se nel caso cami qualcosa e io non sia al corrente, vi prego fatemelo sapere!

I Miei Viaggi, Il Mio Diario, Strumenti di Viaggio

Amici a quattro zampe in viaggio: il mio caso con West il mio Beagle di 10 anni….

Prima di essere una mamma di un bellissimo bambino di ormai quasi 5 mesi, sono la mamma di West, un adorabile cane di razza Beagle Miniature (quelli che chiamano Elizabeth, di taglia piccola che non pesa piu’ di 10 kg). Siamo una famiglia di viaggiatori, e direi che West si e’ abituata ad aeroporti e cabine fin da quando era cucciola. Ha viaggiato piu’ lei in aereo fuori da Roatan, che molti “umani” dell’isola nel trascorso di tutta la loro vita.

Per il fatto che West e’ piccola suffcientemente per poterla portare con me in cabina, ho avuto la possibilita’ di poter viaggiare senza molti problemi tanto mettendola nella sua gabbietta (e pagando il biglietto per lei), quanto facendola approvare come Emotional Support (Supporto Emozionale, una maniera molto piu’ comoda di viaggiare con il proprio animale domestico a quattro zampe senza necessita’ di doverlo sacrificare in un trasportino). In questo modo non ho dovuto pagare il biglietto per lei, dovendo pero’ passare attraverso un processo un po’ piu’ lungo e burcraticamente piu’ complicato. Dipendendo poi dal luogo di origine a quello di destino, ci sono specifici documenti e norme da rispettare (senza considerare quelle singole delle compagnie aeree che consiglio consultare direttamente dal sito delle stesse)

Non c’e’ cosa piu’ bella che poter viaggiare con West e portarla con me nelle mie avventure!

Secondo la mia esperienza, per poter viaggiare con il proprio animale da compagnia c’e bisogno di:

  • Avere un “libretto sanitario”, che in Europa prende l’aspetto proprio di un vero passaporto, aggiornato con tutti le vaccinazioni, tra le quali la rabbia e’ la piu’ importante (non per viaggiare negli Stati Uniti, ma sicuramente in Europa e Asia)
  • Sempre se si viaggia da o per l’Europa, essere sicuri di avere installato il chip nell’animale con tutte le informazioni biometriche dello stesso. Per gli Stati Uniti non si richiede chip.
  • Avere l’approvazione del veterinario che tramita il Certificato Zoosanitario per l’Esportazione, che approva l’uscita dal paese (nel mio caso deve essere richiesto almeno 10 gg prima del viaggio)
  • Comunicare alla compagnia aerea la volonta’ di viaggiare con un animale da compagnia durante l’acquisto del biglietto e subito dopo la prenotazione (alcune compagnia hanno numeri massimi di animali ammessi a bordo) e richiedere quali documenti hanno bisogno e quali sono le norme di trasporto e imbarco.
  • Nel caso di Emotional Support, c’e’ bisogno di avere la lettera del medico psicologo che ha seguito il vostro caso e che autorizza e verifica la necessita’ di poter viaggiare con il vostro animale da compagnia come supporto terapico per agevolare l’ansia o la patologia di cui siete stati diagnosticati.
West in uno dei suoi viaggi quando non era “Emotional Support”. Non era molto felice di essere sacrificata per ore nel suo trasportino in sla d’attesa, ma pur sempre contenta di viaggiare con la sua padrona!

Una volta accertata tutta la documentazione e pronti per viaggiare, quello che vi posso consigliare e che faccio io sempre e’:

  • Non far mangiare il vostro animale da compagnia nelle ultime 8 ore prima del volo. Io di solito do a West la cena alle 6pm e le riempio la ciotola dell’acqua (ultima fino alla partenza)
  • Fare una lunga passeggiata prima di recarvi in aeroporto in modo che i principali bisogni (pipi e popo’) siano soddisfatti. Fare ventualmente un’altra passeggiata prima di entrare in aeroporto per il check in, e una anche dopo, prima di passare i controlli doganali e entrare quindi nell’area dei gate. Piu’ volte fate camminare il vostro amico, meno nervoso sara’ e si correra’ meno il rischi di avere “evacuazioni sgradevoli” nell’area aeroporto.
  • Recarsi in Aeroporto con sufficiente anticipo, considerando che bisogna presentare i documenti di espatrio dell’animale dagli addetti dell’ispezione di frontiera perche’ siano approvati prima del check in.
  • Avere a disposizione durante il viaggio di un po’ d’acqua (mi e’ capitato dare dei cubetti di ghiaccio a West durante il volo chiesti gentimente all’assistente volo) e delle crocchette…che fungono da premio per la buona condotta e la pazienza.
  • Se voi siete tranquilli, anche il vostro amico a quattro zampe sara’ tranquillo…nel mio caso non ho mai fatto uso di tranquillanti o rimedi per togliere l’ansia al cane o a me…ma solo voi e il vostro veterinario conoscete il vostro specifico caso, quindi sempre chiedete consigli a specialisti prima di partire.

E ora siamo pronti per il viaggio! ….

Se avete bisogno di consigli o se state progettando come e dove poter fare una vacanza con il vostro amico a quattro zampe, potete contattarmi senza impegno, sarei felice di raccontarvi la mia esperienza ed aiutarvi a scegliere la destinazione piu’ adatta.

https://caninviaggio.wonderlandoriginaltravels.net/it_IT/home.html

San Pedro Sula: Solo quando i documenti di West sono stati approvati e il check in e’ fatto, possiamo davvero tirare un sospiro di sollievo!…Pronti per volare a Miami!!!

I Miei Viaggi, Strumenti di Viaggio, Viaggiare Soli

Viaggiare Soli: ecco perche’ bisogna provarlo almeno una volta nella vita

Viaggiare soli…..che cosa meravigliosa!! Gli animi piu’ avventurosi e intrepidi lo scoprono fin dalla giovinezza, altri invece, arrivano a questa consapevolezza con il tempo e la maturita’, dopo aver fatto il grande passo. Non e’ facile infatti prendere il coraggio per mano, rompere gli schemi, uscire dalla zona comfort, provarsi e riscoprirsi in un viaggio da soli.

Eppure vi dico…..fatelo!!! Almeno una volta nella vostra vita concedetevi il lusso di partire verso mete ignote, magari dove non si parla la stessa vostra lingua, con diverse tradizioni e culture, e vedrete che fin dal momento che acquisterete quel biglietto aereo….sentirete una scossa di adrenalina che vi fara’ rinascere e sentire invincibili!!!!! Si sa che l’uomo e’ un animale sociale, e la cosa piu’ bella di quando si viaggia soli e’ che la forza di questo istinto viene moltiplicata e finisce per scoppiare con la sorpresa di riscoprire emozioni, comportamenti e sensazioni che avevamo messo in un cassetto e mai usati…e tornare a casa con un bagaglio piu’ leggero di preoccupazioni e pieno di nuove esperienze, nuove avventure, nuovi ricordi, nuovi amici.

E cosi vediamo che improvvisamente scopriamo di saper comunicare senza vergogna con il nostro inglese, francese o spagnolo scolastico, fregandocene di strafalcioni e errori grammaticali. Vedrete che il vostro sforzo sara’ premiato. In piu’, se ci mettiamo anche l’aiuto datoci dalla tecnologia, con applicazioni e traduttori istantanei e piu’ la grande dote che abbiamo noi italiani di poter parlare con i gesti…direi che possiamo andare davvero in capo al mondo senza problemi!

Lasciando da parte per un secondo la parte “spirituale”, andiamo ad analizzare “praticamente” perche’ viaggiare soli fa bene:

  • Ci si sposta con i propri ritmi, senza dover aspettare o farsi aspettare
  • Si amministra piu’ facilmente il proprio budget decidendo da soli come e dove spendere: dove mangiare, dove dormire, come spostarsi, cosa vedere
  • Viaggiare da soli vi farà crescere, vi farà capire quali sono i vostri i limiti e scoprirete di riuscire a cavarvela sempre, anche nelle situazioni più difficili
  • Si puo’ scegliere di godere un momento di silenzio o una esperienza in compagnia
  • Si scelgono a proprio gusto le date del viaggio e la durata

Come muovere i primi passi?

Come dicevo, non per tutti e’ facile uscire dal guscio e avventurarsi soli in un viaggio in paesi esotici. E non bisogna necessariamente iniziare in questo modo la vostra avventura da soli. Si potrebbe iniziare con una meta familiare dove ci si sente sicuri per esempio: una capitale nel vostro stesso stato (come per me e’ stata Roma), un week end, dove si parla la stessa lingua e dove ci si sente sicuri e si e’ familiari con la cultura. Non cercate un posto troppo impegnativo, cominciate piuttosto a prendere confidenza con questa nuova maniera di viaggiare e scoprire gli aspetti positivi: la sensazione di libertà, la bellezza ma anche la difficoltà di prendere decisioni in totale autonomia, il silenzio e la noia che si trasformano in pura pace interiore. E vedrete che al ritorno non vedrete l’ora di poter organizzare il prossimo tour…e magari alzare un po’ il tiro.

Prometto che ritornero’ di nuovo su questo tema, e per il momento per non annoiarvi troppo, vi lascio con alcuni consigli per i novizi che sembrerebbero scontati ma non troppo:

  • Viaggiate leggeri: non necessariamente bisogna viaggiare con uno zaino in spalla stile backpacker e dormire in ostelli (se non siete piu’ giovanissimi per esempio), ma provate con un solo bagaglio a mano e con diversi tipi di soluzioni di alloggio (potete anche concedervi il lusso se volete togliervi lo sfizio, nessuno vi biasimera’).
  • Progettate il viaggio con anticipazione: A seconda di quello che ci si aspetta dalla propria avventura, cercate di informarvi con anticipo riguardo a quello che c’e’ da fare, come ci si muove, dove si puo’ dormire, etc, per non arrivare a fare tutto all’ultimo minuto. A me per esemio piace “srotolare” il viaggio di giorno in giorno una volta arrivata. Ma nonostante tutto, ho gia’ in mente un itinerario e almeno le prime due e le ultime due notti della mia vacanza prenotate. Quello che c’e’ nel mezzo…..si vedra’.
  • Viaggiate sempre con il buon senso: Non fate quello che a casa vostra non fareste….e non aggiungo altro.
  • Viaggiate senza pregiudizi e con rispetto: Ricordate che non importa da che tipo di paese arrivate, del primo o terzo mondo….la cosa piu’ importante e’ spostarvi con la mente libera e aperta: viaggiare da soli si verra’ a contatto con gente di abitudini e lingue diverse, alcune vi piaceranno, altre no, l’importante e’ non giudicare e portare sempre rispetto alle tradizioni e la cultura che ci sta ospitando.

Ce ne arebbero moltissimi altri di consigli, ma oggi vi lascio con questi, ricordandovi che se voleste rompere il guscio e spalancare le ali per una avventura in solitaria, sono piu’ che disponibile nell’aiutarvi in questa avventura. Ricordatevi che si vive una volta sola…e il mondo e’ tanto grande e meraviglioso che vale la pena di esplorarne anche solo una minima parte, decidete voi quale.

Vi lascio un link che potrebbe essere interessante per voi che volete avventurarvi in un viaggio in solitaria, provetti o no. https://www.wonderlandoriginaltravels.net/it_IT/home.html : nella sezione “TEMI” troverete quello che fa per voi…e poi non fate altro che contattarmi sara.garavaglia@evolutiontravel.email

Vi aspetto!!!! Alla prossima!!!

HONDURAS

10 curiosita’ che non sapete sull’Honduras (Parte II)

La scorsa settimana eravamo rimasti a meta’ del nostro cammino alla scoperta delle 10 curiosita’ che forse non tutti sanno dell’Honduras. Oggi torniamo alla nostra lista elencando le cose un po’ bizzarre.

6. L’origine del nome del piatto tipico Hondureño, la BALEADA 

Non puoi dire di aver visitato e “vissuto” l’Honduras se non hai provato il tipico piatto nazionale: la baleada. E’ una ricetta semplice ma unica e deliziosa, che e’ riuscita ad attirare persino l’attenzione del famosissimo Chef Gordon Ramsey, che in seguito ad un suo viaggio a San Pedro nel 2018, ha eletto questa specialita’, il miglior piatto del latino america…non poco direi!!!

La baleada e’ essenzialmente una tortilla di farina circolare, che puo’ essere sencilla ( con ripieno di puré di fagioli fritti, formaggio grattugiato o l’equivalente della nostra panna acida che qui chiamano mantequilla), o preparada (con aggiunta di uovo strapazzato, avocado, o carne macinata di manzo, pollo, maiale, o salsiccia).

Per la storia e la nascita del piatto ci vorrà un altro post. Sembra invece curiosa l’origine del nome intorno al quale girano due leggende: la prima narra di una signora a San Pedro che faceva tortillas nella strada e che si trovò in mezzo ad una sparatoria. “Bala” in spagnolo significa “proiettile” e “baleada” tradotto in italiano si direbbe “proiettilata”, o colei che ha ricevuto i proiettili.

La seconda storia invece, un po’ meno colorita, viene da La Ceiba, dove si dice che Doña Tere, solía preparare la tortilla ripiena per gli operai delle piantagioni di banane e che la tortilla rappresenta la capsula di un proiettile, la crema di fagioli il proiettile e il formaggio grattugiato la polvere da sparo.

Non so voi….ma a me piace più la prima storia!

7. L’origine del termine Catracho per indicare un nativo di Honduras

È curioso come in Latino America, gli abitanti dei diversi stati che la compongono si conoscono con nomignoli specifici, quasi come soprannomi simpatici. Così forse, molti avranno sentito parlare dei “Ticos” del Costa Rica, o “Chapines” del Guatemala. Chi è nato in Honduras invece si dice “Catracho”.

Ma da dove viene questa parola?

L’origine risale ai tempi delle guerre civili nel nuovo mondo, del XIX secolo, precisamente nel 1855 quando il Generale e Presidente Florencio Xatruch prese il comando di 600 soldati honduregni per correre in aiuto del Nicaragua che era stato invaso dal flilibustiero William Walker. La visione di Walker (che appoggiava la filosofia schiavista dei sudisti negli Stati Uniti pronti a entrare in guerra con i nordisti), era quella di ristabilire la schiavitu’ nella parte centrale del continente americano e partendo dal Nicaragua, risalire fino al Messico e annettere gli stati centroamericani uno a uno alla Unione Americana. Ovviamente tutto questo in maniera violenta e passando sopra ogni governo, liberta’, etica e morale. I filibustieri presero potere in Nicaragua e cominciarono a controllare il paese in forma del tutto disorganizzata. Di fronte a tale minaccia, il resto dei paesi centro americani (Salvador, Costa Rica, Honduras e Guatemala), lasciarono da parte le loro differenze e i loro conflitti politici, per combattere in nome della regione. Fu cosi’ che il generale Xatruch a comando del suo esercito, con il resto delle forze centroamericane, riusci finalmente a sconfiggere Willam Walker e i suoi uomini, ristabilendo la tranquillita’.

Gli uomini del comandante venivano chiamati “Xatruches”, che per difficolta’ di pronunciazione si trasformo’ in “Catruches” e poi “Catrachos”, termine che ancora oggi il popolo di Honduras e’ ben orgoglioso di usare per indicare la propria identita’.

8. Honduras e’ la unica e originale “Repubblica delle Banane”

Tutti noi sappiamo che con “Repubblica delle Banane”, si intende in termini negativi uno stato instabile dal punto di vista politico, corrotto e spesso governato da una oligarchia potente e influente capace di manipolare la popolazione e mantenere i livelli di educazione limitati, l’economia in mano a multinazionali e il progresso accessibile a pochi “eletti”. Non tutti pero’ sanno che il termine e’ stato usato per la prima volta ufficialmente in una opera dello scrittore O.Henry nel 1904, “Cabbages and King” nel quale si parlava proprio dell’Honduras.

A quei tempi infatti, il paese era uno dei maggiori esportatori di Banane nel mondo…..e non parlo di banane qualsiasi….parliamo delle famosissime banane Chiquita, brand che al tempo era conosciuta meglio come United Fruit Company, marchio ovviamente battente bandiera Statunitense, che pero’ ha fatto dell’Honduras per molti anni centro strategico del commercio mondiale di questo frutto e che ha cercato di realizzare uno dei piu’ grandi progetti infrastrutturali di quei tempi: una ferrovia che collegava i due Oceani (Pacifico e Atlantico) e che fosse capace di trasportare enormi quantita’ di merce. Il progetto, come ben possiamo immaginare, non ando’ a buon fine, per questioni politiche, economiche, interessi privati, corruzione, etc etc….e quello che rimane adesso dell’ambizioso sogno sono solo tracce della ferrovia in tutto il nord dell’Honduras, sprattutto nella regione costiera di La Ceiba, Tela, San Pedro, fino a Puerto Cortez, nonche’ locomotive e vagoni ben visibili come reperti storici qua e la’.

Ecco quindi come la visione di un “IMPERO DELLE BANANE”, alla fine si riduce solamente ad una “REPUBBLICA” che ha ancora le banane piu’ buone del mondo (soprattutto quelle dell’albero di casa mia)!!!!!

9. Honduras possiede uno dei parchi Botanici piu’ grandi e variegati del pianeta: LANCETILLA GARDEN

Giusto pochi mesi fa, a Marzo, ho avuto la fortuna di accompagnare un gruppo di amici in uno dei viaggi che adoro organizzare alla scoperta dell’Honduras e passare 3 giorni a Tela, una delle regioni secondo me piu’ belle di questo paese, dove ancora la natura, la biodiversita’, i territori incontaminati sono a portata di tutti, anche se non correttamente e responsabilmente protetti e tutelati. (Da qui un rimando al perche’ in modo dispregiativo di parla di Repubblica delle Banane)

Una delle tappe che vale la pena non far mancare nel vostro itinerario di viaggio se state visitando Tela, e’ senza dubbio il giardino botanico LANCETILLA, che si trova a pochi chilometri fuori dalla cittadina e che rappresenta una delle ciliegine sulla torta dell’orgoglio Honduregno. Il parco si estende per 1681 ettari principalemte suddivisi tra la zona dell’Arboretum , dove si incontrano esempi di piante da differenti parti del mondo, e la parte della foresta tropicale, dove si possono osservare flora e fauna autoctone dell’area. Fondato nel 1925 dalla sopra menzionata compagnia delle Banane Chiquita, come centro di ricerca per la coltivazione di piant tropicali, ha acquistato nel trascorso degli anni grande importanza, facendolo diventare una delle meraviglie del centro america.

La collezione di piante si divide in 3 gruppi: alberi da frutto, alberi medicinali e alberi per ricavare legno per le costruzioni. Essendo un giardino sperimentale, non mancano ovviamente gli esemplari di alberi da frutto velenosi. Narra la storia che la moglie del fondatore del parco Wilson Popenoe, sia morta mangiando un frutto della Blighia Sapida, una pianta i cui frutti maturi sono dolci e succosi, ma allo stato “verde” sono letali. Tra le specie di piante del parco, quello che rimane nella memoria collettiva e’ senza dubbio il bellissimo e suggestivo tunnel di Bambu’, che non manca nella collezione di foti di ogni visitatore…incluso il mio!

10. La citta’ di Comayagua ospita l’orologio a ingranaggi piu’ vecchio d’America

Chi poteva pensare che in una piccola cittadina coloniale nel centro dell’Honduras, si trova l’orologio meccanico piu’ antico delle Americhe? E invece si….se visitate Comayagua, oltre a apprezzare l’ambientazione coloniale delle strade e degli edifici, sicurmanete non potete non soffermarvi nell’ammirare la bellissima Cattedrale, tra le piu’ antiche d’America risalente al XVII secolo, sulla cui torre del campanile si trova un pezzo di storia davvero curioso. Questo orologio, ancora perfettamente funzionante, risale a piu’ di 900 anni fa. Si dice che sia stato costruito nel 1100 da degli artigiani Mori che invasero la Spagna nel secolo X e furono poi espulsi nel 1492. Sembra incredibile che dopo varie peripezie nel corso dei secoli, alla fine l’orologio sia arrivato in questa cittadina e che sia ancora funzionante. Questo grazie all’instancabile pazienza dell’unico e autorizzato “tecnico” che conosce perfettamente tutti gli ingranaggi dell’orologio, la cui figura si tramanda immutabile nel trascorso dei secoli.

E con questa ultima curiosita’ abbiamo finito la carrellata dei 10 fatti che non tutti sanno sull’Honduras. Ci aggiorneremo presto con altri articoli curiosi. Vi ricordo che il mio blog cerca di raccontare attraverso i miei occhi e le mie esperienze, non solo come poter viaggiare in modo sicuro e divertente, ma soprattutto vuole promuovere il turismo responsabile in questo bellissimo paese che e’ Honduras e in tutto il Centro America, nel quale mi sono specializzata! Se volete scoprire queste regioni con il mio aiuto…fatevi sentire!!!

Seguitemi sui miei social networks : Facebook e Instagram o chiedetemi come potervi aiutare a scoprire, se non il mondo, almeno quelle zone che ho imparato a conoscere con i miei viaggi. Grazie a tutti per il supporto!!!! HASTA PRONTO!!!

HONDURAS

10 curiosita’ che non sapete sull’Honduras (Parte I)

Una delle ragioni principali per cui ho iniziato questo Blog, e’ quella di far conoscere e visitare il Centro America, e in particolare rendere sensibile la gente all’estrema bellezza del paese che mi ha adottato ormai da anni…l’Honduras. Terra di incredibile fascino e mistero, e’ macchiata ahime’ da una cattiva reputazione a causa della corruzione e del mal governo che da anni come una piaga si insinua nell’opinione pubblica e la fa passare in secondo piano rispetto ad altre mete turistiche centroamericane. Ed ecco qui alcune curiosita’, per cominciare ad apprezzarlo un po’ e stuzzicare l’interesse.

  1. Il significato del nome

Si dice che durante uno dei suoi viaggi verso il nuovo continente recentemente scoperto da lui stesso qualche anno prima, Cristoforo Colombo approdo’ nel 1502 sulle coste dell’Honduras, vicino alla citta’ di Trujillo, in una regione che ora si chiama “Gracias a Dios”….il motivo??? Dopo il lungo ed estrenuante viaggio attraverso l’Oceano Atlantico, in balia di tormente e interperie..Colombo tocco terra’ finalmente e disse’: “GRACIAS A DIOS ESTAMOS AFUERA DE ESTE ONDURA“….e da qui il nome HONDURAS che significa appunto “profondo” in lingua spagnola.

CRISTOFORO COLOMBO

2. Culla della civilta’ Maya

Se vi dico “Maya”, voi cosa rispondete? Sicuramente il 99% di voi mi dira’ Chichen Itza, Tikal, Palenque…ma in realta’ la culla della civilta’ Maya, all’apice del suo splendore, era sicuramente da ricercare nella rigogliosa e ricca citta’ di COPAN, ora patrimonio dell’UNESCO e World Heritage che merita necessariamente di essere visitata per la bellezza delle rovine e il perfetto stato di conservazione dei resti di quella che fu diciamo…il “paese dei balocchi” di quei tempi, la versone ancestrale del nostro “sesso, droga e rock and roll”. Definitivamente da visitare….non solo per le rovine, ma anche per la bellissima cittadina Coloniale di Copan Ruinas con le sue strade ciotolate, i suoi tipici tuck tuck e soprattutto….il cibo e la gente locale….vi lascerete il cuore sicuramente.

3. Seconda barriera corallina piu’ lunga dopo quella Australiana

il ‘Mesoamerican Reef” scende dalle coste del Messico (Yucatan e Riviera Maya), fino alle coste del Belize, per culminare nel suo pieno spendore al largo delle coste dell’Honduras dove si trovano le Isole della Bahia (Roatan, Utila, Guanaja, Cayos Cochinos), perle di bellezza e meta degli appassionati di subacquea i tutto il mondo che trovano nelle acque cristalline che circondano le isole, una ricchezza di coralli e pesci che non ha rivali (o quasi)…e ve lo dice una istruttrice sub!

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4. Nelle Isole della Bahia la lingua ufficiale e’ l’Inglese

Nonostante la lingua ufficiale dell’Honduras sia lo spagnolo, nelle Isole della Bahia la lingua parlata dai nativi (isleñi) e’ l’inglese. Questo perche’ per moltissimi anni, durante l’epoca coloniale, praticamente tra il sedicesimo e il diciannovesimo secolo, le Bay Islands sono state contese tra Spagna e Inghilterra e….i Pirati, che hanno fatto di queste isole una fermata strategica tra un saccheggio e l’altro, lasciando molte leggende, tesori nascosti, figli illegittimi e ovviamente un ricco e differente mix di culture, razze, tradizioni.  Nel 1852, gli inglesi rivendicarono formalmente le Isole della Bahia come una colonia britannica, facendo quella dichiarazione sull’isola di Roatan. Questa affermazione formale ebbe breve durata, tuttavia, poiché gli inglesi optarono invece per rivendicare l’Honduras britannico (quello che oggi viene chiamato Belize) e concedere le isole all’Honduras. Così, nel 1861, le Bay Islands divennero ufficialmente un dipartimento dell’Honduras. Per quasi un secolo dopo, la maggior parte degli isolani ha ancora affermato di essere britannica. Con innumerevoli cognomi britannici comuni tra le famiglie dell’isola, è facile capire perché. Ma oggi, con l’influenza degli honduregni che dalla terraferma  che si trasferiscono nelle isole, oltre a un numero crescente di espatriati internazionali, la cultura delle Isole continua a evolversi e cambiare….e’ un po’ come tornare al tempo dei Pirati insomma!

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West Bay Beach, considerata una delle piu’ belle spiagge del centro America e Caraibi

5. Roatan e’ stato il primo insediamento della comunita’ Garifuna

Rimanendo nel discorso storico, nel 1796, nel pieno dell’era coloniale,  un gruppo di circa 5.000 Carib neri furono deportati dalle isole di San Vincent dopo una guerra senza successo contro i loro coloni europei. Sbarcarono sull’isola di Roatan nell’aprile del 1797 e un contingente del gruppo decise di rimanere, mentre il resto proseguì verso la terraferma. Questi Black Caribs sono il gruppo che ora chiamiamo Garifuna. I loro insediamenti a Roatan (Punta Gorda), Chachahuate (Cayos Cochinos), lungo la costa settentrionale dell’Honduras (la citta’ di Tela ha nella sua giurisdizione tra le piu’ numerose comunita’ Garifuna del Centro America) e  Belize,  rimangono centri culturali dove i Garifuna continuano l’uso della propria lingua e tradizioni. A Roatan, celebrano il loro arrivo sull’isola ogni anno il 12 aprile nella comunita’ di Punta Gorda con un Carnevale di musica e colori, dove si brinda alla gioia con la tipica danza della Punta, diventata ormai simbolo dell’identita’ Hondureña al pari della Salsa a Cuba o della Cumbia in Colombia. 

 

……CONTINUA……